Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche!
Ecco, io faccio una cosa nuova
(Is 43,18): va’ e d’ora in poi non peccare più (Gv 8,11)”

 
Domenica, 17 marzo 2013
 

Carissimi amici della Missione italiana di Parigi,

Se tu credi in adulterame, anch'io crederò in me. E se io crederò in me potrò amarmi. E se potrò amarmi potrò anche amarti: in questa sequenza di frasi possiamo trovare la sintesi dell’incontro liberatore tra la donna del vangelo odierno e Gesù.

La differenza tra Gesù e gli accusatori della donna è quella che passa tra colui che si assume in prima persona le sue responsabilità e coloro che preferiscono il branco, la squadra, il gruppo anonimo in cui anch’io scaglio la pietra che uccide, ma non mi sento responsabile della morte dell’altro, perché l’hanno fatto tutti…

Nel momento in cui Gesù non accetta di far parte del “branco” di coloro che hanno già condannato la donna perché lo dice la legge, perché lo ha deciso il gruppo, perché si è sempre fatto così, Egli invita il “popolo” a diventare persona e con la frase “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei” chiede ad ognuno di pensare con la propria testa, di assumersi la conseguenza della propria scelta, di non nascondersi nel mucchio anonimo.

Allora, tutti vanno via, lasciando Gesù e la donna al loro confronto-relazione che si conclude con l’invito-invio liberante di Gesù: anch’io, come te donna, conosco il male del peccato, ma io ho fiducia in te e credo fortemente che tu possa vivere in maniera diversa. Va e d’ora in poi non peccare più!

Padre Lorenzo c.s.

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