"Vedere" Dio nella nostra vita (Gv 21, 1-19)

 
Domenica,14 aprile 2013
 

Carissimi amici della Missione italiana di Parigi,

Nel vangelo odierno Gesù arriva ma i discepoli non lo vedono (21,4). E' sempre così: Dio c'è già, ma noi non lo vediamo, e quindi affermiamo che non c'è.

Gesù chiede: "Hai qualcosa da mangiare?" (21,5). C'è qualcosa che nutre la tua vita? Se siamo onesti dovremmo rispondere: "No", ammettendo che non siamo felici, che ci sentiamo vupani donatioti, stanchi di fare le cose di ogni giorno per arrivare a sera.

Solo ammettendo di essere ammalati possiamo guarire. Infatti, Dio non ci cambia la vita come pensiamo noi, con un miracolo, un evento incredibile e straordinario. Gesù manda i discepoli in quello stesso mare dove non avevavo pescato niente. Solo che adesso li manda con un comando preciso: "Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete" (21,6). Gesù ti ri-manda nella tua vita e non ti dice di cambiare lavoro, vita, di andare in Africa o in capo al mondo. Ti dice invece: "Fai le cose di prima, le stesse, ma adesso in maniera consapevole" (la destra, per gli antichi, era la parte consapevole della persona).

L'illusione della gente è che ciò che ci riempie sia fuori (21,3). Ma ciò che riempie le nostre reti, ciò che ci fa sentire fratelli uniti e amati dallo stesso Dio, ciò che ci rende così vivi da amare la nostra vita, ciò che plasma l'energia che abbiamo dentro, non è fuori ma dentro.

Questo è stato il miracolo per gli apostoli. Trovarono Dio nella loro vita ordinaria, di tutti i giorni. E la loro vita non fu la stessa, perché tutto cambiò.

Padre Lorenzo c.s.

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