Nemmeno un capello del vostro capo perirà (Lc 21,5-19)

17 Novembre 2013

XXXIII Domenica - Anno C

Gli ebrei dopo la distruzione del tempio (70 d.C.), segno di una presenza di Dio ormai "addomesticata" dall'abitudine e da una ritualità esteriore, erano angosciati che tutto stesse per finire, che il mondo fosse arrivato altermine della sua corsa.

XXXIII domenica C

I cristiani del tempo di Luca, perseguitati a causa della loro fede, erano angosciati, terrorizzati, in preda alla paura, inclini ormai a credere che perfino il loro Dio li avesse abbandonati in mano ai carnefici. Ha ancora senso riporre la propria fede in qualcuno che permette il male e il dolore, anche degli innocenti?

Dopo due millenni, anche il nostro mondo è in fase di decomposizione e questo ci angoscia, ci fa paura, ci destabilizza. Le antiche certezze e i saldi punti di riferimento sembrano non voler dire più niente...

Quante volte ripetiamo che oggi non c'è più la fede ed i valori di una volta; che le persone si ignorano e si combattono invece di aiutarsi; che le religioni sono sempre più covi di fondamentalismi e fanatismi; che la globalizzazione ci rende indifferenti e insensibili; che i migranti rubanoil nostro avvenire...

Anche oggi possiamo, senza vero discernimento, decretare che il mondo sta finendo e finendo male. Ma anche oggi come duemila anni fa risuonano leparole di Gesù: non temere! Nemmeno un capello del tuo capo perirà. Dio è più forte di tutto, ti è affezionato e non ti abbandonerà. Coraggio. Anche se finisce "un mondo" (una maniera consolidata di affrontare la vita) non è detto che finisca necessariamente "il mondo".

L'angoscia e la paura si possono combattere solo con la fiducia e la fede.

Padre Lorenzo c.s.

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