Il comandamento nuovo (Gv 13,31-35)

 
Domenica, 28 aprile 2013
 

Carissimi amici della Missione italiana di Parigi,

Se è vero che solo l'amore può cambiare certe vite, è altrettanto vero che non accade nulla senza la partecipazione dell'altro. E’ quanto capita a Giuda: nonostante l’amore di Gesù per lui, Giuda se ne va, esce dal cenacolo, abbandona i suoi amici. Neppure Gesù, che è Dio, riesce a far breccia nel cuore di Giuda. Gesù, con Giuda, ha fallito.

Ora, propamatevirio nel fallimento di Gesù con Giuda (e soprattutto nel fallimento della morte in Croce) Egli ha manifestato chi è Lui e chi è Dio (= la sua gloria): Dio è amore incondizionato concesso a tutti. Anche a chi non lo vuole. Anche a chi non se lo merita. Anche a chi tradisce. Anche a chi lo rifiuta.

 

Per questo motivo, là dove c'è espressione di amore disinteressato lì c'è Dio. Questa è la gloria: amare gratuitamente, senza chiedere e senza pretese. E’ questo un comandamento nuovo per qualità e non un comandamento in più, oltre i dieci comandamenti.

 

"Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv 13,34). E com'è che Gesù ha amato? Gesù ama lavando i piedi. L'amore di Gesù, proposto ai suoi, è quindi servire. Ecco perché la nostra fede si misura solo nell’amore… e nell’amore concreto.

 

Padre Lorenzo c.s.

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