La conversione

“Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime.
Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai” (Lc 13,8-9)

conversione
Domenica, 3 marzo 2013

Carissimi amici della Missione italiana di Parigi,

Il vangelo odierno ci ricorda che non vale la regola: tu fai il male e Dio ti punisce.

In realtà, la punizione non insegna niente: insegna solo la paura. Non fai più quella cosa, non ti comporti più in quel modo, perché ne sei convinto, ma perché ne hai paura. La punizione fisica non è mai educativa; stabilisce solo che io sono più forte e che tu mi dovrai obbedire perché altrimenti "le prenderai".

Invece, "chi castiga non ama", mentre chi ama non vuole mai il dolore, la sofferenza, l'umiliazione dell'altro. Dio non punisce, mai. E attraverso gli eventi della vita ricorda semplicemente: "Tutto quello che fai ha conseguenze e ripercussioni". "Se fai questo... avrai quello: sappilo". Se non cambi ti accadrà questo: non è una condanna è una conseguenza ed una assunzione di responsabilità.

I fatti della vita, morte compresa, sono un linguaggio di Dio che bisogna saper interpretare, un provvidenziale avvertimento a rinnovare l’esistenza in questo tempo che è il tempo della pazienza divina. «L’anno di attesa – ribadito nel vangelo – è l’intera vita dell’uomo prima dell’incontro definitivo con Dio. Dio ce la dà come tempo di conversione.

In realtà, tu sei l’albero di fico della parabola: puoi portare frutto; puoi vivere in maniera feconda, puoi essere felice, puoi realizzarti, se ti converti, vale a dire, se assumi consapevolmente le conseguenze delle tue azioni, dei tuoi pensieri, dei tuoi sentimenti e delle tue parole.

 

Padre Lorenzo c.s.

 

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       Si ricorda che è possibile celebrare sante messe in suffragio dei vostri defunti.
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