Niente si perde di quanto hai dentro (Gv 14,23-29)

 
Domenica, 5 maggio 2013
 

Carissimi amici della Missione italiana di Parigi,

Ai discepoli impauriti che tutti i loro sogni stessero per finire, Gesù non ha paura di dire la verità: vi lascio, vado al Padre… D’ora in poi se mi vorrete non dovrete cercarmi fuori, nel tempio, sulle strade di Palestina. Se mi vorrete dovrete cercarmi dentro, nel vostro cuore, nella vostra volontà, nella vostra forza interiore.

Gesù fisiVI domenica Ccamente non ci sarà più e questo produce angoscia, paura, disperazione in coloro che hanno condiviso parte della loro vita con Lui: "Che faremo senza di lui? Come potrà andare avanti la vita senza la nostra Vita? Chi ci aiuterà? Chi ci sosterrà? Come faremo a vivere senza di lui? Avrà ancora senso la vita?". Sono le domande che angustiano gli apostoli nell’ora della separazione. Ma sono anche le domande che assillano ognuno di noi quando muore la compagna, il figlio, l’amico caro, la persona che si ama.

E’ la tragica esperienza della perdita e del distacco. Ci sembra di perdere tutto, di non poter trattenere niente, perché niente è veramente “mio”, neanche gli affetti più cari… Ma se accettiamo che niente è nostro, ma tutto ci è dato, allora "nulla si perde", perché anche se fuori non c'è più niente, anche se fisicamente non tocchiamo più la persona amata, ora però ce l'abbiamo dentro, è un fuoco che riscaldava, una luce che brilla splendente dentro di noi… Adesso è più vivo di prima. Adesso lo sentiamo più di prima.

Questa esperienza di avere il Signore vivo dentro di loro gli apostoli la chiamarono lo Spirito, l'Amore, il Risorto. Tutto può vivere e rimanere dentro di te anche se non c'è più fuori. Tutto può esistere anche se fuori se ne è andato o è morto. Dal punto di vista dell'anima, allora, non si perde mai nulla e non si muore mai.

Padre Lorenzo c.s.

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